Qual è il nostro massimo bene? E’ essere. Stanchi di un’esistenza basata sul fare , sull’avere, sul dimostrare agli altri, rincorriamo ogni cosa dimenticandoci di essere. Ci siamo persi di vista, dimenticati di noi. Ecco la ragione che ci spinge a percorrere un cammino olistico: abbiamo bisogno di ritrovare noi stessi.

Come? Il primo passo è occuparci di noi. Non semplicemente curare un sintomo o un disagio per farlo passare il più in fretta possibile. Quella non è cura, è un sedativo, un palliativo. Dobbiamo imparare ad ascoltarci ed ad assumercene la responsabilità.

Durante il percorso olistico ci possono essere momenti in cui ci sentiamo giù, in cui il cambiamento è difficile da sostenere, perché lasciare andare il vecchio è faticoso, perché affrontiamo momenti di malessere fisico, psichico ed emotivo. Certamente non è che dobbiamo soffrire,  la tendenza di questo percorso è verso lo star bene, c’è sempre il rispetto verso il ricevente e i suoi limiti. E’ giusto sapere però che piacere e benessere non vanno sempre di pari passo, per ogni cosa che ottieni nella vita c’è un prezzo da pagare.  I momenti di malessere durante il percorso olistico non sono altro che sfoghi  del passato in cui ci siamo fatti del male. Riattraversarli con consapevolezza conduce piano piano ad un nuovo benessere.

Inoltre siamo la società del tutto e subito, così spesso risulta difficile capire che non basta un solo trattamento per ottenere un risultato. Nei percorsi olistici non lavora solo l’operatore, il ricevente deve prendere atto si sé e della propria responsabilità personale verso il proprio benessere.

L’operatore, attraverso varie tecniche, stimola un cambiamento che parte a livello energetico/fisico e il ricevente dovrebbe cercare di mantenerlo nel quotidiano, ma talvolta il fallimento di un percorso nasce da una non reale volontà di uscire da una certa situazione.

Prima di iniziare un percorso, quindi, cercate di capire se desiderate veramente  cambiare e se siete pronti a farlo. Ognuno ha i sui tempi e se vi fate troppe domande  al riguardo forse non è il momento giusto.