Il cambiamento è davvero una delle poche certezze della nostra vita. Cambiamo noi e cambia tutto intorno a noi, che ci piaccia o no… inesorabilmente.

Ogni cambiamento costituisce una piccola morte, ci troviamo a dover lasciare qualcosa, qualcosa che spesso per noi era diventato un riferimento, per guardare verso un futuro che ci appare incerto e a volte minaccioso.

Eppure il cambiamento è un processo naturale, sano e legato alla crescita:  fisica, emotiva e spirituale. Il cambiamento è alla base stessa della nostra evoluzione. Una vita senza cambiamento sarebbe in realtà già una morte.

E’ importante riconoscere che non c’è nulla di pericoloso o di male nel cambiamento, eccetto che la nostra interpretazione, il giudizio negativo che attribuiamo ad esso. Ciò che rende doloroso il cambiamento non è tanto ciò che avviene ma il nostro modo di interpretarlo.

Quando cambia qualcosa, ci affrettiamo a etichettare la nuova situazione come ‘buona’ o ‘cattiva’, ‘giusta’ o ‘ingiusta’, ‘una fortuna’ o ‘una sfortuna’, mentre se fossimo davvero onesti con noi stessi dovremmo ammettere che non ne sappiamo davvero nulla delle conseguenze di quel cambiamento!

Nella visione spirituale non esistono situazioni negative, esistono solo opportunità di crescita che possiamo cogliere o meno. Se le coglieremo faremo un passo verso la consapevolezza, mentre se non le coglieremo ci ritroveremo presto ad affrontare situazioni analoghe.

Ma torniamo a quella parte di noi che frena il cambiamento. Questa parte è il controllo. In ognuno di noi risiede un controllore che non riposa mai che ci dice incessantemente come le cose devono andare secondo ‘lui’. E’ pieno di aspettative, e la prima aspettativa in assoluto è proprio che le situazioni rimangano fisse e immutabili.

Deve rimanere fisso e immutabile il nostro matrimonio, la nostra relazione, se cambia vuol dire che c’è qualcosa di sbagliato (preferibilmente nell’altro), deve rimanere fissa e immutabile la nostra situazione lavorativa, se muta la viviamo come una catastrofe, per non parlare della situazione economica…

La sicurezza (intesa come non-cambiamento) è da sempre solo un’illusione. L’unica costante sulla quale possiamo fare davvero affidamento e che abbiamo la possibilità di dominare completamente è la fiducia. Aver fiducia nella vita e in ogni cambiamento che essa ci propone, anche quello che ci appare più tragico: tragica è la nostra visione, non il cambiamento in se stesso.

Non sempre è facile o possibile lasciarci andare con fiducia al cambiamento. In questo caso potrebbe essere interessante conoscere ed eventualmente adottare la filosofia giapponese Kaizen.

La difficoltà maggiore che si incontra quando si percorre la via del cambiamento è trovare un metodo, uno schema che almeno all’inizio permetta di avviare quei cambiamenti che desideriamo. Il Kaizen con la sua filosofia dei piccoli passi può essere una valida soluzione a queste difficoltà.

Vediamo insieme i cinque punti fondamentali:

  • Il primo passo che devi fare quando sei all’inizio è mettere ordine. Ordine nelle cose, nella vita, nelle idee. Un ordine fisico e spirituale. L’ordine fisico consiste nel riordinare le cose intorno a te. Quante cose che hai accantonato pensando dopo le sistemo e sono invece rimaste lì in attesa. Dai un nuovo ordine, dai un senso logico e un significato una nuova priorità a tutto ciò che ti circonda. Inizia quindi con il fare ordine. L’ordine spirituale consiste nel fare pulizia nella tua mente. Inizia ad ascoltare i tuoi pensieri, elimina quelli tossici che frequentano al tua mente.
  • Mantenere ordine intorno e dentro di te. Anche qui una doppia chiave di lettura. Per evitare che il mondo ti travolga, che ti senta sopraffatto e senza via d’uscita fai in modo di mantenere in ordine l’ambiente dove vivi, decidi tu cosa vuoi che faccia parte di te. L’ordine interiore consiste nel trovare e mantenere il tuo equilibrio.
  • Un ambiente pulito, che sia il posto di lavoro, la casa, la macchina stimola la tua attenzione al mondo che ti circonda. Non accumulare, non lasciarti prendere dalla pigrizia. Quando pulisci è come se tu stessi creando l’ambiente dove preferisci vivere. Oggetti che conservi e magari ti ricordano eventi negativi, cose che conservi ma non usi, vestiti, libri, soprammobili, riviste, foto. Tutte cose che stanno lì a fare polvere, occupano spazio e impediscono al nuovo di entrare a far parte della tua vita. Munisciti di uno scatolone, un bel sacco e butta via tutto quello che non ti serve, ma non farlo da solo 🙂 fatti aiutare da qualcuno che non è legato sentimentalmente agli oggetti.
  • Ora hai degli obiettivi in armonia con te stesso, devi solo mantenerli.
  •  Tutti i passaggi descritti sopra si mantengono con la disciplina. Essere costante, determinato a realizzare i tuoi obiettivi questa è la tua disciplina. Praticare ogni giorno fino a farle diventare le tue abitudini e infine il tuo stile di vita.