Da quando ho iniziato il mio percorso di Riflessologa, più di una volta mi è capitato di sentire questa domanda: “ La riflessologia, in un malato di tumore, può diffondere la malattia?” Nel dubbio, alcune persone hanno scelto di non farsi trattare perché hanno avuto paura delle conseguenze.

Forse il problema si pone perché si considera la riflessologia plantare un massaggio quando invece non lo è.

Diversamente dai massaggi linfodrenanti che agiscono direttamente sul corpo, con la riflessologia non andiamo a stimolare direttamente i linfonodi, ma agiamo sulle zone riflesse nei piedi. Significa che attraverso tocchi, pressioni e stimolazioni precise si avvia un impulso che giunge a quella parte del cervello deputata al controllo di quello specifico organo, sistema o parte corporea che, a sua volta, stimola le corrispondenti e corrette funzioni dell’organismo.

Quindi non vi è controindicazione al trattamento riflessologico, in quanto la risposta dell’organismo sarà comunque una risposta mediata dal sistema dei riflessi, e il beneficio arriverà dove serve.

La riflessologia può essere un utile trattamento complementare alla medicina tradizionale nei malati di tumore. Se la persona lo gradisce, se ne ricava un miglioramento della qualità della sua vita, rispetto al dolore e all’ansia, ma anche riguardo aspetti come il sonno, l’appetito, la digestione, il funzionamento dell’intestino, il tono vitale e l’umore, e via dicendo.
Sicuramente si riducono gli effetti collaterali dei farmaci chemioterapici, spesso molto pesanti da sopportare.

Rispetto al resto del mondo, in particolare Stati Uniti e alcuni paesi europei come Spagna, Francia e Svizzera, in  Italia siamo ancora un po’ indietro in questo, ma qualcosa inizia a muoversi anche da noi, e la riflessologia viene già offerta come disciplina complementare nelle cure oncologiche presso alcuni ospedali.

Per esempio questo accade a Perugia. Da settembre 2017 la Struttura Complessa di Radioterapia Oncologica, diretta dalla prof.ssa Cynthia Aristei, offre la possibilità ai pazienti di usufruire di trattamenti di Riflessologia Plantare eseguiti dalla Naturopata Ramona Premoto. E già da qualche anno la stessa Struttura ha avviato percorsi di Meditazione e Rilassamento Corporeo tenuti dalla dott.ssa Maria De Cunto.

Anche presso il reparto di Oncologia dell’Ospedale di Gorizia – A.S.S. 2 ‘Isontina’ ormai da diversi anni viene praticata la Riflessologia plantare. In particolare le Infermiere Gloria Fabbroni e Maria Grazia Todisco e il dott. Vincenzo de Pangher Manzini nel 2002 hanno sperimentato e documentato i benefici della riflessologia su 10 pazienti, tutte donne. Sette pazienti erano affette da cancro della mammella (2 in stadio metastatico; in 5 casi la malattia aveva colpito la mammella destra), 2 da cancro dell’endometrio (tutte in stadio metastatico), 1 da cancro del colon (in stadio metastatico).
Tutte le 10 pazienti erano in trattamento chemioterapico.

Queste sono state le conclusioni:

“I risultati iniziali di questa sperimentazione che ha valutato l’utilizzo della RP nei malati oncologici hanno evidenziato un elevato gradimento da parte dei malati ed effetti molto favorevoli sia sul piano del benessere globale che nei confronti di alcuni specifici disturbi di tipo fisico e psicologico. Nel contempo è emersa la rilevante disponibilità di tempo richiesta dalla metodica. In definitiva, la RP si candida a divenire un metodo integrativo da agganciare alle cure tradizionali, praticabile in ambito sia ospedaliero che extra ospedaliero.”

Tutta la sperimentazione è qui documentata : http://ipasvigorizia.it/feedbackArticolo.php?numeroArticolo=29

 

Per saperne di più:

Ricerche e sperimentazioni sull’utilizzo della Riflessologia Plantare in ambito oncologico

  • Nel 1993 fu pubblicata sulla prestigiosa rivista di medicina Obstetrics and Gynecology la prima ricerca condotta con metodi scientifici sull’efficacia della Riflessologia, il celebre studio di Oleson e Flocco sulla Riflessologia nella Sindrome Premestruale. Da allora Bill Flocco ha raccolto un’ampia letteratura scientifica sulla Riflessologia in un database che è tuttora online: http://www.reflexologyresearch.net/, in cui sono elencati numerosi studi sull’efficacia della Riflessologia come disciplina complementare nel trattamento di vari tipi di cancro.
  • Nancy Stephenson, del College of Nursing dell’East Carolina University, è una pioniera nelle ricerche sull’efficacia della Riflessologia plantare nel trattamento del dolore e dell’ansia nei malati tumorali. I suoi studi, a partire da The effect of foot reflexology on pain in patients with metastatic cancer, del 2003, sono pubblicati su pubmed, il principale database internazionale delle ricerche medico-scientifiche.
  • Nel 2008 Mauricio Kruchik organizza una Conferenza in Israele, a cui sono invitati a parlare molti riflessologi da vari paesi del mondo che negli anni hanno avuto esperienze di trattamenti effettuati a malati di tumore. I loro interventi sono raccolti in un volume intitolato Reflexology for Cancer Patients.
    Tra essi spiccano personaggi come la dottoressa Bibiana Carasco, chirurgo pediatrico a Barcellona, che tratta da molti anni i suoi piccoli pazienti con la Riflessologia; la dottoressa Martine Faure Alderson, medico e ricercatore nel campo delle discipline olistiche; Lynne Booth, una vera autorità nel campo della Riflessologia; Susan Berenson, infermiera presso lo Sloane Kettering Memorial Cancer Institute di New York, forse il più celebre centro oncologico del pianeta, dove ha estesamente ricercato e sperimentato l’impiego delle discipline complementari per i malati tumorali.